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mercoledì 4 luglio 2007

Toghe spiate, Csm contro il Sismi "Fu il servizio e non i settori deviati"

Il plenum del Consiglio superiore della magistratura interviene sull'attività di spionaggio sui giudici"Il Sismi ha svolto un'attività estranea ai compiti dei servizi fatta per intimidire e far perdere credibilità"


Monitorati quasi tutti i giudici di Milano e anche qualche stranieroPollari si difende: "Mai svolte attività non consentite"


ROMA - E' stato il Sismi e non i "settori deviati" del servizio a svolgere l'attività di spionaggio nei confronti di magistrati che è venuta alla luce con la scoperta dell'archivio di via Nazionale a Roma. Ad affermarlo è una risoluzione approvata all'unanimità dal Plenum del Csm. Secondo il Consiglio superiore della magistratura il Sismi ha svolto un'attività "estranea" ai suoi compiti con lo scopo "intimidire" e far "perdere credibilità " ai magistrati.

La risoluzione del Csm arriva dopo le dichiarazioni dell'ex funzionario Pio Pompa che aveva voluto sminuire l'importanza dell'archivio. "La quasi totalità del materiale sequestrato nei miei pc personali - aveva scritto nella dichiarazione spontanea consegnata ieri pomeriggio al pm Pietro Saviotti - proviene da fonti aperte (internet, organi di informazioni, etc.). Le informazioni contenute nei files attinenti a magistrati sono tutte, ribadisco tutte, di fonte pubblica, giornalistica o informatica".
Per il Csm, l'opera di intelligence nei confronti delle toghe invece "si è concretizzata non solo nella raccolta e nella schedatura di materiali noti o comunque pubblici, ma anche in un capillare monitoraggio delle attività dei movimenti e della corrispondenza informatica di magistrati, mediante forme di osservazione diretta o a opera di terzi non individuati". Non solo. Il documento del Csm sottolinea: "Sono stati posti in essere dal Sismi specifici interventi tesi a ostacolare e contrastare l'attività professionale o politico culturale dei magistrati e delle loro associazioni".
In particolare, scrive al riguardo il relatore della risoluzione, Fabio Roia, l'attività di intelligence da parte del Sismi - "che si è protratta in modo capillare e continuativo, fino al settembre 2003 e in modo saltuario fino al maggio 2006" - "fu oggetto di ripetute informazioni al direttore del servizio e sembra quindi riferibile al Sismi in quanto tale e non a suoi settori deviati come conferma del resto nella memoria depositata alla procura di Milano il 7 luglio del 2006 il coordinatore di questa attività, Pio Pompa".
Infine, a preoccupare il Consiglio superiore della magistratura è anche il fatto che l'opera di intelligence nei confronti di magistrati "si è talora svolta con la partecipazione o l'ausilio di appartenenti all'ordine giudiziario".
Il rapporto del Csm. Da quanto emerge dalla risoluzione, quasi l'intera procura di Milano, 10 tra consiglieri in carica ed ex del Csm, due ex presidenti dell'Anm e 203 giudici di 12 Paesi europei (di cui 47 italiani) sono citati nell'archivio segreto di via Nazionale. I nomi di alcuni di loro (è il caso dei 203) compaiono in elenchi; mentre per altri ci sono schede che danno conto sopratutto dei rapporti intrattenuti con autorità politiche: è il caso di dei pm milanesi Armando Spataro e Stefano Dambruoso e di Domenico Gallo. Spiati anche magistrati di Torino, Roma e Palermo. Una scheda è dedicata a Emmanuel Barbe, magistrato francese di collegamento presso il ministero della Giustizia. Si parla tra l'altro dei suoi legami con Violante, Di Pietro, Caselli, Bruti Liberati e Ignazio Patrone, allora presidente di Medel e segretario di Magistratura democratica.
A quanto riferisce l'Ansa, ai magistrati delle sedi giudiziarie di Milano, Torino, Roma e Napoli si fa riferimento in appunti risalenti alla primavera-estate del 2001 riguardanti un "progetto di osservazione e intervento del Sismi su settori della magistratura definiti 'portatori di pensieri e strategie destabilizzanti e vicini ai partiti della passata maggioranza'". L'obiettivo era la "neutralizzazione di iniziative politico-giudiziarie , riferite direttamente a esponenti dell'attuale maggioranza di governo e di loro familiari (anche attraverso l'adozione di provvedimenti traumatici su singoli soggetti)".
La gran parte dei nomi dei pm milanesi (alcuni sono ancora in procura mentre altri c'erano all'epoca delle informative) compaiono in elenchi e schede di magistrati qualificati come "aree di sensibilità da sottoporre a osservazione e interventi di contrasto e dissuasione": ci sono Borrelli, Davigo, Boccassini, Greco, Taddei, Ichino Carnevali, D'Ambrosio e Colombo (i cui nomi compaiono anche sotto la voce "supporters e/o braccio armato"); e anche De Pasquale, Napoleoni e Bruti Liberati, che è uno degli ex presidenti dell'Anm (l'altro citato per strategia antigovernativa ma su cui c'è solo un articolo del "Giornale" è Elena Paciotti).
Nell'elenco delle toghe da sottoporre a osservazione ci sono anche i magistrati di Palermo Ingroia, Natoli, Principato e Sabella; quelli di Torino Caselli e Perduca; e di Roma Almerighi e Salvi. Ma ci sono pure Casson (allora pm a Venezia) e i due fratelli Mancuso ( uno in servizio a Napoli e l'altro a Bologna).
I consiglieri del Csm citati sono soprattutto delle passate consiliature ( dell'attuale sono solo due Cesqui e Pepino, mentre tra i "vecchi" c'è l'attuale capo dell'Organizzazione giudiziaria di via Arenula Claudio Castelli)e la gran parte di loro è oggetto di attenzione per la loro appartenenza alla corrente di Magistratura democratica e a all'associazione europea di magistrati Medel (a cui Md aderisce) e che viene definita "il deus ex machina del movimento internazionale dei magistrati militanti". Su Medel ci sono elenchi di tutte le organizzazioni e dei singoli magistrati che ne fanno parte: il più ricco del 2001 comprende 203 magistrati con relativi indirizzi di posta elettronica di 12 Paesi.
Ma c'è anche un monitoraggio capillare delle attività e dei contatti e dei documenti dell'organizzazione, che avviene- sottolinea la risoluzione del Csm- "anche attraverso l'analisi dettagliata dei messaggi di posta elettronica diffusi nella lista (di carattere interno) dell'associazione".
Pollari si difende. In serata una reazione del'ex direttore dei servizi, in esclusiva al Tg5: "Dal Sismi mai svolte attività non consentite. Si tratta di conclusioni ingiuste. Ho sempre mantenuto una linea di doveroso riserbo per rispetto della funzione che ho svolto e delle responsabilità che me ne derivano, anche oggi. Mi sono imposto in questo caso una deroga, non al fine di difendere me stesso, ma per il fatto -ha aggiunto- che le conclusioni cui è pervenuto oggi il Consiglio superiore della magistratura, secondo quanto divulgato dagli organi di informazione, investono ingiustamente l'istituzione Sismi".
"Il Sismi da me diretto - ha proseguito Pollari - in un periodo di guerre, si è occupato di evitare attentati in Italia o contro obiettivi italiani, di salvare vite umane". "Non esiste - ha scandito - nè in via Nazionale, nè in altro luogo alcun archivio del Sismi che contenga dossier illeciti nei confronti di chiunque, nè esiste alcun documento da utilizzare a fini intimidatori nei confronti di chicchessia". I file in questione, ha aggiunto, "rinvenuti nei computer personali del dottor Pompa, che aveva funzioni di analista di fonti aperte, specie di analista internet, recano documentazione sua personale. Si tratta, peraltro, per quanto mi è dato di conoscere, di dati e notizie di fonti giornalistiche, attinti dai giornali, libri e siti internet, aperti e disponibili per chiunque legga o navighi nel web. Mai tali atti e documenti sono stati trasmessi al servizio o sono stati utilizzati in alcun modo dal Sismi".
Le reazioni. Titta Madia, avvocato dell'ex capo dei servizi Pollari e di Pompa, ha criticato l'iniziativa del Csm: "Il processo è appena iniziato, la presunzione di innocenza dovrebbe valere anche per i magistrati". A stretto giro di posta, gli ha risposto il vicepresidente Mancino: "Nessuna sentenza, ma non potevamo stare zitti".
Per il vicepresidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti Massimo Brutti (Ds) "ora ci vorrebbe un pronunciamento del Copaco". Il Copaco, spiega Brutti, "ha il compito di esercitare il massimo del controllo su questa nuova fase. Il governo, da parte sua, ha il dovere di fare pulizia". Secondo il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro i rilievi del Csm nei confronti del Sismi dimostrano che "la magistratura viene messa sotto scacco dai poteri forti".
Critico invece verso il Csm il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto: "La pronuncia sul Sismi è molto singolare e conferma l'organica deviazione di questa struttura che dovrebbe esprimere l'autogoverno dei giudici ma che da tempo travalica il suo ruolo costituzionale". Il senatore di An Alfredo Mantovano sottolinea la gravità del momento scelto dal Csm per rendere pubbliche le proprie contestazioni.

(4 luglio 2007)


La Repubblica:





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